
Gian Piero Pastorino, capogruppo di Sel, commenta la dura settimana appena conclusa che ha visto cinque giorni di sciopero da parte dei dipendenti del trasporto pubblico a Genova. E lo fa im versione "bucolica", a casa, sulle alture di Voltri, dove da sempre fa il contadino. "MA appena finirà la parentesi politica farò il pastore", aggiunge lui.
E tra le ultime pecore nate, l'olio da fare quando non è impegnato in Comune, dove lo scorso 21 novembre è stato uno dei cinque voti contrari alla delibera sulle partecipate (come lui anche un consigliere Pdl, uno della Lista Musso, uno del Gruppo Misto, e il capogruppo della FdS, Antonio Bruno) Pastorino, Pastorino si racconta.
"Io sono figlio di contadini e i miei genitori mi hanno insegnato a lavorare a stare dalla perte dei lavoratori - dice lui - Sto con i tranvieri".
E ancora: "Il trasporto pubblico è una questione di finanziamenti, però è da un po' che lo dico. Avevo seguito anche la vicenda Atp. Se non stiamo attenti ci toccherà andare a piedi".
E alla domanda se è vero che è l'unico contadino tra i politici genovesi, Pastorino risponde: "Credo, ma non lo so. Io sono imprestato alla politica perchè qui a Ponente abbiamo avuto la grande opera dell'autostrada A26 e da allora combattiamo contro la Gronda e contro l'allungamento del Porto. Da lì abbiamo raggiunt la stanza dei bottoni in punta di piedi. Ma la voce di sinistra la facciamo sentire".
(NELLA FOTO: Pastorino al lavoro)
F.B
IL COMMENTO
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