
"Noi auspichiamo che sia un porto italiano" a provvedere allo smantellamento della Concordia. Ha aggiunto, anche perché "ricordo che dobbiamo ancora trovare un corpo".
"E' vero però - ha poi aggiunto - che il prezzo lo deve pagare la Costa, che è sempre una società privata, che può andare a gambe all'aria". "I costi a carico dell'armatore sono stati fin'ora - ha rilevato Gabrielli - 1,1 miliardi".
"Il problema del porto di Piombino è che non ha il bacino", mentre "Genova ha il rischio del traino: la distanza tra il Giglio e Piombino si copre in un giorno, quello tra il Giglio e Genova in 5", prosegue Gabrielli. "A Civitavecchia - ha quindi osservato - le strutture portuali sarebbero migliori di Piombino, ma il costo presentato è assolutamente fuori mercato, il doppio delle altre soluzioni italiane".
Gabrielli prosegue: per lo smantellamento del relitto della Concordia "allo stato c'è una soluzione italiana e una turca", la Turchia ha presentato l'offerta più conveniente. "40 milioni di dollari", a fronte di una richiesta di 200 milioni, "fuori mercato" da parte di Civitavecchia. "Nel mezzo ci sono le soluzioni Piombino e Genova", ha detto.
"Il porto di Palermo si è reso non più disponibile - ha aggiunto Gabrielli - rimangono Civitavecchia, che ha presentato un'offerta fuori mercato, ha proposto una cifra esorbitante: la soluzione turca implica un'esborso per l'azienda di 40 milioni di dollari, quella di Civitavecchia 200 milioni. Nel mezzo ci sono le soluzioni di Piombino e Genova. Il problema di Piombino è che non ha il bacino".
La soluzione turca presuppone l'utilizzo del vanguard, quella italiana del traino: "Noi - ha detto Gabrielli - ci aspettiamo non solo l'indicazione di una soluzione ma una corposa documentazione che illustri i rischi e le problematiche legate a ciascuna delle due soluzioni". Dei 30 porti sondati dalla società londinese che ha selezionato anche i consorzi per il raddrizzamento della nave della Costa 13 hanno presentato offerte, ha spiegato, "quattro sono porti italiani: Piombino, Civitavecchia, Genova e Palermo. Ci sono poi la Turchia, la Gran Bretagna, la Norvegia", "l'offerta più bassa è quella Norvegese, non sostenibile per la distanza".
IL COMMENTO
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