
Rossetti è stato chiaro: “Non possiamo ancora dire quale sarà il destino dei dipendenti provinciali perché ancora il governo non ha chiarito lo schema delle competenze”. Per loro, tuttavia, il posto non è pericolo: “Seguiranno le loro funzioni, quindi o rimarranno nella Città Metropolitana o si trasferiranno nell’ente che assorbirà le loro competenze”.
Più delicato, invece, il capitolo relativo al personale dell’indotto, di quelle piccole e piccolissime aziende che fino ad oggi hanno svolto i servizi esternalizzati dalla Provincia. “Io temo – ha detto Rossetti – che le ristrettezze finanziarie imporranno anche un taglio di certe attività e questo finirà inevitabilmente per riverberarsi su coloro che le svolgono. Per la prima volta in questo Paese – è stata l’amara conclusione di Rossetti – un riassetto istituzionale potrebbe provocare una perdita di posti di lavoro”. L’assessore, inoltre, ha escluso che possa essere la Regione a farsi carico delle spese che l’ex Provincia non sarà più in grado di sostenere: “Non siamo nelle condizioni di farlo e, peraltro, con ogni probabilità non potremmo farlo anche se lo volessimo”.
In studio anche Gianni Vassallo (Pd), Lilli Lauro (Forza Italia), Edoardo Rixi (Lega Nord) e Raffaella Della Bianca (Riformisti) i quali hanno principalmente trattato l’aspetto politico della nascita della Città Metropolitana, il cui nuovo consiglio – 18 componenti – verrà eletto il prossimo 28 settembre dagli 860 consiglieri dei Comuni dell’area genovese. In lizza tre liste, una delle quali prevede l’alleanza spuria – “ma per il fatto che si tratta di una fase costituente” – fra Pd e Forza Italia.
IL COMMENTO
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