
Il voto per il Quirinale rompe quindi un nuovo argine dentro i Cinque Stelle mentre Grillo e Casaleggio cercano di uscire dall'angolo richiamando alla loro responsabilità i parlamentari del Pd. Tra molti serpeggia lo scontento per essere stati tenuti alla larga dalle decisioni sul Quirinale. Mugugni che in alcuni casi hanno dato la stura alla decisione a lungo meditata di lasciare il gruppo parlamentare.
'Fateci voi una rosa di nomi e noi la voteremo nei primi tre scrutini', dicono Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio in una lettera che inviano a tutti i parlamentari dem. "I nomi proposti dai parlamentari del Pd saranno votati dagli iscritti al M5S on line nei prossimi giorni" si legge nella mail spedita dopo il nuovo niet alle offerte di Matteo Renzi. "Vediamo se M5S capirà che questa è l'occasione buona" ha infatti insistito il segretario del Pd, ancora questa mattina.
Ma dalle file dei Cinque Stelle arriva un nuovo No. "Non siamo noi che ci siamo tirati indietro ma Renzi che non dà i nomi per votare già dalla prima seduta" spiega il componente del direttorio M5s, Roberto Fico che attacca: "Il Pd sta bluffando: quello che ci offre è una procedura che non appartiene ad uno stato democratico". E i 5 Stelle non ci pensano proprio di mettere piede al Nazareno: "non andremo sul luogo del delitto!" chiarisce. Il nome secco da votare dal terzo scrutinio in poi viene infatti letto dal M5s come una palese volontà del Pd di tenerli ai margini dei giochi. "Il Pd sta bluffando" avverte Fico che rimanda al mittente anche la proposta del fronte 'Anti-Nazareno'."Sicuramente la minoranza Pd voterà con il partito.
IL COMMENTO
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