
E alla vigilia del Primo maggio l’Istat ha fornito un quadro di nuovo negativo dell’andamento del mercato del lavoro. La disoccupazione torna a salire, e sempre più giovani restano in cerca di un impiego. A marzo il tasso di disoccupazione è tornato a crescere di 0,2 punti percentuali (da febbraio) e ha raggiunto il 13%. Si tratta del livello più alto dal novembre scorso. La disoccupazione giovanile a marzo è risalita oltre il 43%, con una crescita di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Ancora in calo gli occupati a marzo: dopo la diminuzione di febbraio, a marzo 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3%, con 59mila unità in meno rispetto a febbraio, tornando sul livello dello scorso aprile. Rispetto a marzo 2014, l'occupazione è in calo dello 0,3% con 70 mila unità in meno. Il tasso di occupazione scende al 55,5%.
“La Liguria paga la crisi più di altre regioni d’Italia”, commenta Antonio Graniero, segretario generale Cisl Liguria. “I ragazzi non trovano lavoro in una Repubblica che dovrebbe essere fondata sul lavoro. A parità di mestiere le donne hanno una retribuzione inferiore. Ci sono ancora grandi ingiustizie da colmare”, spiega il segretario della Cisl, che si sofferma sul significato di questo Primo maggio. “Il Primo maggio dobbiamo riaffermare i nostri diritti per portarci ai livelli europei. L'Europa detta un'occupabilità al 60% da cui siamo molto lontani”. Graniero parla anche della situazione della Liguria: “C'è una mancanza di strategia e programmazione che dovranno essere trovate subito dopo la crisi. Le situazioni di Tirreno Power, Multiservice, Agnesi e molte altre, fanno parte di un vero e proprio bollettino di guerra”.
IL COMMENTO
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