"Quest'anno saremo ancora in lieve perdita, ma dal 2016 contiamo di avere il bilancio in attivo": così l'amministratore delegato di Piaggio Aerospace, Carlo Logli, intervistato da Primocanale in occasione del Salone dell'Aviazione di Parigi. Dopo due anni di perdite per circa 300 milioni (190 nel 2013 e 110 nel 2014), ora l'obiettivo per l'azienda basata a Villanova d'Albenga è generare profitti.
Piaggio Aerospace si è presentata al Salone di Parigi con due aerei: il P180 Evo e il drone P1.HH, che sta proseguendo le prove in volo alla base di Trapani in vista della consegna dei primi due velivoli all'Aeronautica Militare Italiana, cliente di lancio dell'aereo senza pilota. "Siamo felici di questa partnership, avere l'AMI come cliente di lancio significa molto per il mercato". Un programma, quello del P1.HH, che procede spedito nonostante qualche ostacolo, primo fra tutti il limite di disponibilità dell'aeroporto di Trapani, dove i voli di prova devono convivere con quelli civili limitandone le ore di volo. Un limite che Piaggio spera di superare individuando una nuova base per le prove. Qualche tensione anche tra Piaggiio e Selex, fornitrice del sistema di controllo e di automazione di volo, anche se Logli spiega che i rapporti sono buoni: "Ogni tanto ci può essere qualche litigio come è normale con un fornitore".
Intanto l'azienda ligure guarda al mercato mediorientale, complice anche la proprietà, al 98,5% del fondo di investimento degli Emirati, Mubadala. "Il nostro primo mercato è l'Europa, poi guardiamo al medioriente e al sud-est asiatico", spiega Logli. Un'ambizione che potrebbe declinarsi sia sul piano civile sia su quello militare, anche se le limitazioni imposte sul passaggio di tecnologie a paesi extra Nato potrebbe creare qualche intoppo senza l'ok degli alleati.
Nessuna competizione con il programma di drone europeo, cui l'Italia ha recentemente aderito: "È un programma che guarda a temi molto lunghi. Il P1.HH ha al suo interno Finmeccanica e insieme affronteremo i prossimi anni guardando al mercato europeo e mondiale con un aereo che sta già volando. Il progetto di drone europeo potrebbe vederci collaborare insieme a Finmeccanica per rilevare questa nuova sfida".
Sul fronte civile l'azienda conta su Evo per superare la crisi di questi ultimi anni. "Ho visto clienti che tornano a vedere l'aereo, sarebbe un ottimo risultato quello di chiudere una vendita al Salone, solitamente dedicato solo agli incontri. Dal 2017 contiamo di produrne 15 all'anno", spiega Logli.
L'azienda spera di essersi lasciata alle spalle i momenti peggiori della crisi: "Con lo stabilimento di Villanova abbiamo fatto un grande salto industriale, è uno dei più belli d'Europa. La sfida del prossimo futuro è consolidarsi su Villanova e consolidare il customer service di Genova. Quando vedrò la linea di assemblaggio piena di velivoli in costruzione con i colori dei vari clienti sarò felice, sarà un bel momento per me, per l'azienda è per tutti i lavoratori", sorride l'amministratore delegato di Piaggio Aerospace.
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Piaggio Aero, entro il 2015 i primi droni all'aeronautica militare
Parla l'ad Logli: "Bilancio in attivo dal 2016"
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