
Buona parte della 'Liguria che conta' aveva rapporti più o meno frequenti con Centro fiduciario spa, divisione dell'istituto ligure dedicata alle operazioni riservate. Alcuni di questi dossier, poco più di 80, secondo gli inquirenti, sono stati nascosti agli ispettori di Bankitalia. I titolari dei conti non sono indagati, ma saranno oggetto di accertamenti fiscali delle Fiamme gialle.
L'inchiesta sul Centro fiduciario, società controllata dalla banca creata per trattare in maniera riservata patrimoni e posizioni, è la seconda tranche delle indagini avviate dal procuratore aggiunto Nicola Piacente e dal pm Silvio Franz sulla gestione di banca Carige ai tempi della presidenza Berneschi. Sotto la lente d'ingrandimento molte pratiche di investimento fiduciario tra cui quelle della famiglia Berneschi che sarebbero state, secondo i magistrati, nascoste alle ispezioni di Bankitalia e dell'Uif, l'unità di informazione finanziaria.
Oltre che a Berneschi, la moglie Umberta Rotondo e la nuora Francesca Amisano, che nella tranche principale dell'inchiesta relativa alla maxitruffa ha chiesto e ottenuto il patteggiamento, la procura ha inviato l'avviso di conclusione indagini anche al direttore generale del Centro fiduciario Antonio Cipollina, che era anche titolare delle funzioni di antiriciclaggio, il vicedirettore generale del Centro Gian Marco Grosso e il procuratore Marcello Senarega.
IL COMMENTO
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