
Tre anni dopo l'elezione del sindaco Marco Doria, che sconfisse nelle Primarie comunali le due zarine, Marta Vincenzi e Roberta Pinotti, non hanno ancora deciso se lasciarlo in piedi, il Doria, o se levargli la stampella o la sedia sotto i nobili suoi lombi di marchese “rosso”.
Tre mesi dopo il patatrac regionale, che ha affidato alla stupefatta giunta Toti la Liguria, il Pd è commissariato, pardon, “facilitato”, perché al posto del segretario regionale Giovanni Lunardon c'è David Ermini, spedito da Renzi che ora, per pudore, hanno incominciato a chiamare, appunto, “facilitatore” perché dovrebbe facilitare il dialogo e fa più fino chiamarlo così.
Due anni prima delle elezioni comunali del 2017, non si sa se Doria gli farà lo sgarro supremo di ricandidarsi, se c'è un ipotetico candidato sindaco tutto Pd dalla testa ai piedi, non si sa se ci saranno le Primarie e come saranno, dopo quelle taroccate del gennaio scorso.
Due anni prima, o magari solo pochi mesi prima di elezioni municipali anticipate, se Doria crolla in anticipo e si inabissa con il suo storico Galeone, la loro paura più grande è il grillino o magari un altro “totino”, alleato con i babau leghisti sempre snobbati, pronti a fargli perdere la terza elezione di fila.
Tre mesi dopo la sconfitta, Burlando fa il Cincinnato a Marzano, nella marca di Torriglia e va per scopone e funghi e molti si chiedono se ha ancora qualche ambizione residuale, dopo la sua carriera ultra tentennale e la collezione di pensioni che ha già messo insieme e la Paita fa il capo dell'opposizione, lanciando schizzi di veleno, che neppure la regina cattiva Brunilde delle favole......
Alle porte dell'autunno c'è poco fa festeggiare, povero Pd. State attenti che se arriva un'alluvione, altro che festa! Ci pensano i temporali rigeneranti o meglio Giove Pluvio a scatenarsi, altro che il commissario-facilitatore.
IL COMMENTO
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