
“Per chi non vuole cambiare pneumatici o cerchioni resta tutto come prima – spiega il gommista Alessandro Ricci, intervistato da Primocanale – la rivoluzione toccherà, invece, chi intende sostituire i cerchi di fabbrica con un modello nuovo”. Qui le strade sono due: se si sceglie tra una delle misure già omologate, basterà acquistare cerchioni certificati e farsi rilasciare dal gommista un attestato. Se, invece, si opta per una dimensione alternativa, la procedura diventa più semplice.
“Prima bisognava farsi rilasciare un nullaosta dal produttore del veicolo – continua Ricci – cosa che si otteneva molto raramente. Ora sarà la Motorizzazione a concedere l’omologazione da aggiungere al libretto di circolazione. La burocrazia sarà molto più snella.
La norma non è retroattiva, quindi non riguarda chi ha montato cerchioni diversi in data antecedente al primo ottobre 2015. L’Italia si adegua alle misure europee, che hanno un duplice fine: “Garantire la sicurezza, ma anche impedire la concorrenza da parte di Paesi non europei che immettono sul mercato prodotti di qualità inferiore”, spiega ancora Ricci.
IL COMMENTO
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