
Al secondo posto si posiziona l'ortofrutta fresca con un valore stimato di 4,4 miliardi nel 2015 ma con una crescita del 55%, mentre al terzo posto sale la pasta che raggiunge i 2,4 miliardi con una crescita dell'82%.
Tra le new entry in classifica, si posizionano bene le produzioni che un tempo erano patrimonio esclusivo di altre nazioni come la birra, il cui valore delle esportazioni è triplicato (+206%) conquistando i mercati di paesi tradizionalmente produttori come la Gran Bretagna o la Germania e il caviale, che in un decennio è passato da zero a 11,2 milioni di euro, invadendo le tavole della Russia prima di essere bloccato dall'embargo legato alla crisi Ucraina.
Ed è triplicata (+201 per cento) anche l'esportazione di funghi freschi o lavorati: secondo l'indagine, l'aumento del comparto è da record con il 79% delle esportazioni che hanno raggiunto il massimo storico di 36,8 miliardi di euro nel 2015.
A determinare l'ottima performance dell'agroalimentare italiano sono stati però anche l'olio di oliva che è aumentato del 24% raggiungendo 1,4 miliardi a pari merito con i salumi.
IL COMMENTO
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