Nel suo intervento il sindaco ha toccato solo marginalmente i motivi delle frizioni interne al partito e alla maggioranza che lo sostiene. Si è limitato a difendere l'operato della sua giunta rimarcando che le divisioni non hanno mai riguardato le scelte amministrative.
In conclusione del suo discorso in Consiglio Comunale, replicando all'opposizione che ha accusato il Pd di "fare la guerra dentro il partito per una difesa delle poltrone", il sindaco ha regalato una "mentina" agli avversari interni: "Ci sono assessori - ha detto - che hanno fatto scelte dolorose, dimettendosi, altro che poltrone"
Aldilà di questo le tensioni restano. La tregua è stata imposta da Orlando che non poteva permettersi una spaccatura nella sua Spezia. Ma tra i fedelissimi del Ministro i mal di pancia sono forti. E sono lancinanti soprattutto tra gli esponenti dell'area cattolica.
Il capogruppo Erba (sinistra dem) nel l'intervento conclusivo lo ha espresso in modo peraltro velato: "Non accetteremo mai le modalità con cui è stato sostituito l'assessore Stretti - ha detto - serve un cambio di passo, chiediamo che ci sia un approccio meno chiuso nell'affrontare i problemi della città"
"Il dibattito politico proseguirà in questa sede e non solo - ha aggiunto - aspettiamo segnali e risposte dopo le positive enunciazioni del sindaco".
In realtà tra i dissidenti altri avrebbero usato parole più dure. Il Consigliere Marcello Delfino per esempio aveva annunciato un intervento, ma i colleghi lo hanno invitato a rinunciare per tenere una posizione unitaria.
Dell'opposizione Maria Grazia Frja parla di "sindaco commissariato dal suo partito", mentre Giulio Guerri (lista civica) ha ironizzato: gli orlandiani chiedevano l'azzeramento della giunta, hanno ottenuto l'azzeramento della Angelicchio"(unica renziana che ha lasciato la giunta Federici, peraltro per sua volontà).
Insomma Federici ha ottenuto la fiducia, ma il clima resta bollente, e i colpi di scena sembrano essere dietro l'angolo.
IL COMMENTO
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