
"È inaccettabile che a un ricercatore che fa parte di un programma finanziato dalla Comunità Europea venga impedito di entrare nel nostro Paese senza dare alcuna motivazione, semplicemente accampando improbabili richieste: la busta paga del padre e il certificato di lavoro dello stesso!", dichiara il deputato di Sinistra Italiana rispondendo alla denuncia del rettore dell'ateneo genovese Paolo Comanducci.
"L'hanno trattato come un immigrato clandestino, invece è un sociologo tunisino che avevamo invitato ufficialmente a nostre spese all'Università di Genova per un progetto europeo per promuovere la democrazia in Nord Africa. Ho inoltrato protesta formale all'ambasciatore italiano a Tunisi e ai ministri italiani degli Esteri e dell'Università, i funzionari dell'ambasciata italiana in Tunisia in sostanza gli hanno impedito di partecipare ad un seminario che favorisce e consolida le giovani democrazie che stanno crescendo nel Mediterraneo sulle sponde africane".
È il commento del rettore dell'ateneo genovese Paolo Comanducci sul caso di Safouane Trabelsi, giovane sociologo tunisino, sul quale è stata presentata anche un'interrogazione alla camera. "Al dottor Trabelsi è stato negato il visto perché il volo che avevamo già prenotato e pagato da Tunisi prevedeva uno scalo a Parigi prima di raggiungere Genova - spiega Comanducci - I funzionari del Governo italiano in Tunisia poco prima della partenza hanno chiesto al sociologo anche documenti sullo stipendio del padre e altri documenti burocratici che di fatto hanno ostacolato e impedito al ricercatore di arrivare in tempo utile a Genova per partecipare al seminario del progetto europeo Alyssa, che favorisce la cooperazione accademica tra atenei europei e tunisini". Il laboratorio di sociologia visuale dell'Università di Genova sta lavorando in Tunisia a un docu-film sulla Primavera Araba.
IL COMMENTO
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