
L'intervento del vescovo Suetta ha nei fatti limitato di molto l'intervento delle forze dell'ordine atteso per questa mattina, che nei fatti si è limitato a una ventina di migranti. Nella tarda serata di ieri, all'interno del campo allestito alla foce del Roya era iniziata a circolare la voce dell'imminente arrivo di circa 150 uomini della polizia, cinque pullman e due aerei per trasferire i migranti. Da qui è iniziato un fitto colloquio tra i migranti e i No Borders, con questi ultimi che hanno convinto le persone ad accettare la proposta fatta dal vescovo.
È la seconda volta che la discesa in campo di monsignor Suetta risulta decisiva. L'anno scorso, dopo ore di alta tensione, fu proprio il vescovo a convincere migranti e No Borders ad abbandonare gli scogli di Ponte San Ludovico, dove si erano rifugiati per sfuggire allo sgombero attuato nella pineta dei Balzi Rossi.
Per quanto riguarda l'operazione delle forze dell'ordine, questa si è limitata a far salire su un pullman i migranti rimasti alla foce del Roya e quelli presenti nella stazione ferroviaria. Verranno trasferiti in un centro d'accoglienza. Si sta ora passando alla bonifica della zona dove erano accampati i migranti.
La sensazione è che il monsignore abbia tolto un po' di castagne dal fuoco anche al Pd. L'operazione di polizia che sarebbe stata messa in atto per allontanare i migranti mal si sarebbe sposata con la linea ufficiale del partito emersa soltanto pochi giorni fa in un riunione di fuoco nel circolo dem di Ventimiglia. Sarebbe stato difficile infatti sostenere di non essere "il partito degli sgomberi" a fronte di un maxi sgombero arrivato a seguito di un'ordinanza del proprio sindaco.
IL COMMENTO
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