politica

Scintille e movimento spaccato per le comunali
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"Non intendo candidarmi con una lista in contrapposizione con il Movimento 5 stelle, a meno che i delegati locali e i cosiddetti "meet-up" (incontri di amici e affiliati dei 5 stelle, il prossimo sarà martedì) decidano che mi vogliono come loro candidato senza il marchio 5 Stelle, a quel punto".

Questo in sintesi il pensiero del deluso Marco Grondacci, candidato sindaco alla Spezia dal gruppo locale del Movimento 5 stelle, ma poi sconfessato da Beppe Grillo sul suo blog, in quanto già titolare di due mandati "ma roba vecchia - spiega lui - una volta a vent'anni nel Pci e una con i Verdi, in circoscrizione e in Provincia".

"Io, un anno fa, quando me lo proposero precisai che avevo avuto due mandati precedenti, ma mi risposero che il regolamento intende dopo la nascita del Movimento" - spiega Grondacci - ma poi quando hanno ufficializzato tutto l'interpretazione è cambiata". Paradossalmente - incalza - se io fossi stato vent'anni assessore, secondo Il regolamento, potrei allora candidarmi. Questa regola è da rivedere".

E c'è da aspettarsi che il suo nome farà ancora discutere. Intanto, ufficialmente per motivi personali, una testa è già caduta: quella del coordinatore spezzino del 5 stelle Ivan Mirenda, che si è dimesso da consigliere comunale. Martedì sera si annuncia una riunione di fuoco.