
I blucerchiati dominano il primo tempo con un gioco automatico e spumeggiante, e ribaltano il risultato dallo 0 a 1 all’1-2. Poi le tempeste, prima quella atmosferica, poi quella giallorossa, in un secondo tempo che comincia con un ora di ritardo e che si gioca, di fatto , a una porta, quella difesa da Viviano, che para anche le mosche. Poi il minuto 93, e quel contatto/non contatto tra Dzeko e Skriniar. E il fischio di Irrati, e il gol di Totti. Fischi per l’arbitro e applausi per la Samp. Sconfitta che l’opinione pubblica attribuisce alla sfortuna, ignara dell’inizio di una vera e propria maledizione.
Col Milan la beffa arriva al minuto 85, quando Bacca viene lasciato solo in area, praticamente a casa sua. A Bologna la maledizione del finale del primo tempo: Verdi si improvvisa Van Basten e fa coincidere la sua rete con il fischio finale del primo tempo. Poi Cagliari, con Viviano che sbaglia (anche lui è umano) al minuto 88. Volendo fantasticare: se le partite durassero 5 minuti in meno per tempo la Samp avrebbe 3 punti in più e, più che altro, una notevole quantità di traumi mentali in meno, che sono quelli che alla lunga fanno la differenza.
Giampaolo dovrà lavorare sulla lucidità dei suoi durante il final countdown. A partire dalla sfida contro il Palermo, che farà capire tanto su come potrebbe essere il campionato della Sampdoria.
IL COMMENTO
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