
Rischiano di finire a processo, tra gli altri, Sandro Biasotti, Nicola Abbundo, Angelo Barbero, Tirreno Bianchi, Fabio Broglia, Francesco Bruzzone, Giovanni Macchiavello, Matteo Marcenaro, Rosario Monteleone, Carmen Patrizia Muratore, Luigi Patrone e Giovanni Battista Pittaluga. Tra questi solo Bruzzone siede ancora in Consiglio, in qualità di presidente.
Le cifre contestate vanno da 20 mila a 100 mila euro, usate per viaggi, taxi, cene, libri e consulenze. L'inchiesta era nata dalle segnalazioni della Corte dei conti che aveva riscontrato le irregolarità contabili. Se venissero condannati, ai politici verrebbe applicata la legge Severino e non potrebbero ricandidarsi.
Francesco Bruzzone (Lega Nord) è già a processo in un'altra inchiesta sulle spese pazze sostenute nel periodo compreso tra il 2010 e il 2012. Per quella indagine sono alla sbarra, tra gli altri, anche l'attuale assessore regionale e braccio destro di Matteo Salvini, Edoardo Rixi, e il capogruppo di Fratelli d'Italia Matteo Rosso.
Il coordinatore regionale ligure e parlamentare di Forza Italia Sandro Biasotti commenta la notizia della richiesta di rinvio a giudizio: "Si tratta di poche migliaia di euro relativi a spese dei primi mesi del 2008, quindi ben 9 anni fa, tutte documentabili, giustificabili e totalmente attinenti all'attività politica. Non ci sono spese strane né personali". Ma Biasotti prosegue "Chi mi conosce sa della mia onestà dimostrata in 17 anni di attività politica e soprattutto nei 5 anni che ho governato la Regione".
IL COMMENTO
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