
Le indagini sono state condotte dalla Sezione Reati contro il patrimonio della Squadra Mobile di Genova e dal Commissariato di Polizia di Stato di Chiavari e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova.
In occasione dei furti, le vittime erano “agganciate” all’ingresso dello stabile da due del gruppo che con varie scuse riuscivano ad introdursi nell’appartamento; mentre l’uomo intratteneva la vittima, la donna, fingendo di andare in bagno, rovistava nelle varie stanze impossessandosi di gioielli e contanti per poi allontanarsi. Il tutto grazie anche all’aiuto del terzo complice (il più giovane) che fungeva da “palo” e autista.
In una circostanza, invece, la coppia ha atteso la vittima sul pianerottolo davanti all’ingresso dell’appartamento e intimorendola con il tono di voce perentorio le ordinava di aprire la porta. L’anziana, spaventata, li ha fatti entrare e la donna, dopo essersi recata nelle stanze, si è impossessata di alcuni monili e dei soldi contanti per poi allontanarsi in compagnia dell’uomo. Anche in questa circostanza il più giovane ha fatto da “palo” e autista.
La Polizia è giunta ad identificare gli autori dei reati grazie a una minuziosa indagine incentrata sulle immagini estrapolate dalle telecamere del circuito cittadino, dalla descrizione degli autori compiuta in sede di denuncia dalle vittime e a seguito di un controllo dell’autovettura sulla quale viaggiavano i tre arrestati che ha portato anche al rinvenimento di parte della refurtiva occultata sotto il tappetino posteriore della vettura.
IL COMMENTO
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