cultura

Incontro sul '68 alla Facoltà di Architettura
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 "Oggi il problema cui siamo di fronte in Italia è la necessità di costruire una nuova forma di organizzazione della classe operaia, il '68 anticipò il problema di costruire una classe dalla quale far partire un'organizzazione e sfociò nella disperazione del '77 quando la classe operaia non vide più la possibilità di vincere".

Lo sostiene il filosofo e sociologo Toni Negri, ideologo delle Br e della violenza nella politica negli Anni di Piombo, a Genova alla Facoltà di Architettura per un incontro pubblico collaterale alla mostra 'Gli anni del '68' organizzata a Palazzo Ducale. La presenza di Negri ha suscitato polemiche e Fratelli d'Italia ha chiesto le dimissioni del sindaco Marco Doria e del rettore Paolo Comanducci.

"Il '68 è stato l'inaugurazione di un'epoca nuova, il Secolo Breve cominciato nel 1917 in realtà finisce nel '68, - sottolinea Negri - è in quell'anno che si comincia a desiderare una comunità vivente diversa da quella organizzata sotto il socialismo". "La lotta armata in Italia non nasce dagli studenti, nasce direttamente nelle fabbriche, nasce dalla crisi del lavoro operaio - continua Negri - Il '77 ha segnato la rottura definitiva tra il movimento operaio e il sindacato, la cacciata di Lama dall'Università di Roma ha rappresentato l'uscita del socialismo all'italiana dalla testa di un'intera generazione, un divorzio estremamente drammatico tra il socialismo e il comunismo. Quelli che erano più socialisti hanno intrapreso la lotta armata, la disperazione esplose quando gli operai delle fabbriche non vedevano più la possibilità di uscire dalla loro condizione dopo aver sperato di vincere".