
L'indagine dei carabinieri del nucleo tutela del patrimonio artistico, coordinata dall'aggiunto Paolo D'Ovidio e Michele Stagno, è per i reati di truffa aggravata, false opere d'arte e riciclaggio. I tre verranno interrogati dopo gli accertamenti tecnico-scientifici sulle opere: oggi, i pm hanno formalmente incaricato due esperte scientifiche francesi che preleveranno campioni di colore, per analizzarne i pigmenti, e di materiale usato. I dipinti verranno anche confrontati con gli altri posti sotto sigillo.
Giovedì scorso erano state sequestrate 21 opere esposte al Ducale, tanto che gli organizzatori avevano deciso di chiudere la mostra con tre giorni di anticipo. L'inchiesta era nata dopo l'esposto di Carlo Pepi, collezionista d'arte e esperto, nel quale indicava a suo dire i dipinti falsamente attribuiti a Modì: 'Cariatide rossa/Gli sposi', 'Ritratto di Chaim Soutine', 'Nudo disteso (Ritratto di Ce'line Howard)', 'Testa di donna-Ritratto di Hanka Zborowska', 'Ritratto femminile' e 'Ritratto di Maria' e il disegno 'Ritratto di Moise Kisling'.
Chiappini si è sempre difeso dicendo che le opere erano certificate e quindi autentiche e che secondo lui le accuse di Pepi, a cui si era affiancato anche l'esperto Marc Restellini, erano legate alle celebrazioni per il centenario della scomparsa del pittore livornese, nel 2020. Dopo l'esposto, i carabinieri avevano nominato una consulente, Maria Stella Margozzi, che aveva sollevato alcuni dubbi. La procura a quel punto aveva nominato un proprio perito, Isabella Quattrocchi, già nota per avere svelato come alcuni dei quadri dell'ex Nar Massimo Carminati fossero falsi, la quale aveva a sua volta sollevato dubbi sull'autenticità dei dipinti.
IL COMMENTO
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