
Ecco allora la novità. Chi vorrà potrà 'donare' al Comune un blocco, in cambio potrà personalizzarlo col proprio logo. L'obiettivo è coinvolgere sponsor, aziende, commercianti ma anche Civ e associazioni. Ogni cubo avrà un costo di circa 1.500 euro, esclusa la personalizzazione, che vale poche centinaia di euro. La donazione finirà nelle casse di Aster che si occuperà di realizzare i singoli dissuasori e di marchiarli. Per aderire basterà scrivere una mail a . Nei prossimi giorni gli uffici dell'assessorato si occuperanno degli aspetti tecnici.
I prossimi sei blocchi saranno acquistati a spese del Comune. Serviranno a 'tagliare' a metà percorsi pedonali che sono già protetti alle estremità: via Cairoli, via Garbialdi e via San Lorenzo. L'obiettivo, spiega l'assessore alla sicurezza Stefano Garassino, è impedire che un veicolo possa prendere velocità e colpire la folla come nel caso di Barcellona. Ma per le altre barriere previste in via Venti Settembre, corso Italia, via San Vincenzo e in futuro via Sestri, Tursi sarebbe costretto a tagliare altre voci di bilancio per sostenere i costi. Anche perché da Roma non sono previsti contributi per la sicurezza. Tutto ciò non avverrebbe con l'intervento degli sponsor, che ne avrebbero un ritorno anche sul lungo termine.
Nelle prossime ore Garassino e Fanghella, assessore ai lavori pubblici, faranno sopralluoghi in corso Italia e nella centrale via Venti per individuare insieme alla Municipale i punti più a rischio dove posizionare i blocchi. Si parte da Punta Vagno, poi sarà il turno della 'rambla' genovese. L'obiettivo è arrivare al Salone Nautico con un piano operativo completo di tutti gli aspetti, tecnici, urbanistici e finanziari. In attesa dei cubi, più gradevoli alla vista, saranno comunque installati nei punti sensibili i tradizionali new jersey.
IL COMMENTO
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