cronaca

Uomo spogliato delle società e ricattato
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 Sarebbe stato truffato dalla nipote di papa Giovanni XXIII, Emanuela Roncalli, spogliato delle sue società e imprese dietro il ricatto "morale" di non rivedere più il figlio. E' quanto ha denunciato un imprenditore genovese di 49 anni, assistito dall'avvocato Pierdomenico Cariello, che ha depositato un esposto in procura. Il pm Francesco Cardona Albini ha aperto una inchiesta, a carico di ignoti.

L'imprenditore, titolare di un albergo, un ristorante e un lido oltre a una società di import-export, conosce la donna nel 2009. Mettono su famiglia all'inizio in Romania dove si erano trasferiti e poi ritornano a Genova dove il rapporto tra i due inizia a incrinarsi. Dopo alcuni mesi la donna sparisce con il figlio piccolo. Dopo alcuni mesi la donna, che si era trasferita a Milano, ricompare e propone al compagno di aiutarlo a ottenere nuovi finanziamenti "visto che, in quanto nipote di papa Giovanni XXIII e lavorando presso la fondazione Roncalli, ha conoscenze e contatti influenti".

La donna, secondo quanto denunciato dall'imprenditore, dice di avere conoscenze con banchieri che fanno da tramite con un fondo arabo interessato a investire nelle sue società. Le condizioni che detta sono semplici: si costituisce una nuova società, di cui è lei unica socia, in cui confluiscono le attività dell'uomo. Dopo la costituzione gli viene promesso un finanziamento da un milione e mezzo di euro.

L'imprenditore accetta, cede le sue aziende ma dopo avere ricevuto solo un acconto di 60 mila euro non ottiene più nulla. Anzi, dopo alcuni mesi in cui tergiversa mettendo in contatto l'imprenditore con fantomatici referenti di un fondo arabo, la donna gli fa sapere che non ha intenzione di pagare nulla e inizia a fargli vedere il figlio per pochissime volte al mese, sempre in sua compagnia e per non più di mezz'ora.