
L'ordinanza era già stata annullata dal tribunale civile di Genova e il sindaco Canepa era arrivato a giudizio perché si era opposto al decreto penale di condanna emesso dalla Procura di Savona. Il processo si è svolto venerdì mattina. "A mio avviso non c'erano i presupposti per contestare questo reato - ha detto il difensore di Canepa, Giorgio Cangiano - perché non c'è dolo specifico" quindi manca l'elemento soggettivo del reato: "Era chiaro che l'ordinanza del sindaco non era stata fatta con l'intenzione di discriminare".
Cangiano ha annunciato il ricorso in appello. L'ordinanza, firmata nel 2015 e intitolata 'Tutela sanitaria' vietava l'ingresso in città ai migranti senza certificato sanitario.
"Non nascondiamo una grande amarezza pensando che questo è ciò che si deve affrontare per cercare difendere e tutelare le nostre città, i nostri concittadini e le loro imprese - ha detto il sindaco Canepa -. Rifaremmo tutto quello che abbiamo fatto, presenteremo appello convinti di aver agito nel giusto senza alcuno spirito razzista o discriminatorio e perché desideriamo fortemente sostenere la nostra completa innocenza". "Siamo pronti a farci valere - ha concluso Canepa - e a dimostrarlo in tutte le sedi".
IL COMMENTO
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