
Diversi i motivi che hanno inciso su questo andamento poco positivo dei saldi invernali. "Certamente ha pesato i dilagare del fenomeno degli acquisti on-line fatti dai consumatori - afferma Manuela Carena, vicepresidente vicario Federmoda Ascom -. Un secondo fattore è individuabile certamente nella concorrenza delle grandi catene che ormai abitualmente anticipano gli sconti già a partire da dicembre. A questi va poi aggiunta una naturale tendenza economica dettata dall’avvicinarsi delle elezioni politiche che porta le persone a dedicarsi meno agli acquisti” Precisa sempre il vicepresidente Ascom Genova.
Tuttavia i saldi rappresentano i periodi dell'anno i cui i piccoli e medi commercianti del settore dell'abbigliamento rilevano le maggiori entrate finanziarie per il proprio bilancio. Si parla di una cifra che, considerata sia la sessione estiva che quella invernale, rappresenta quasi il 30% del fatturato annuo. "Certamente ci vogliono maggiori controlli al fine di punire quei negozi che non rispettano le norme, ma questo va fatto in proporzione anche nei confronti delle grande distribuzione - prosegue Carena - Per loro mille euro di multa è una cifra molto bassa, per un piccolo commerciante invece incide in modo determinate sul bilancio della sua attività".
Tempo fa il Codacons (Coordinamento delle Associazioni dei Consumatori) ha portato avanti una proposta in cui veniva richiesta l’abolizione dei saldi in quanto
ritenuti "obsoleti e superati" e non più in grado di "incontare l'interesse dei consumatori" anche in virtù della loro vicinanza in inverno alle feste natalizie e d'estate alle vacanze. Ma dalle associazioni di categoria dei commercianti arriva come tutta risposta alla provocazione un no secco. E anzi si rilancia con una controproposta volta a trovare una parziale soluzione: “Si potrebbe posticiparli di un mese - prosegue ancora Carena - facendoli partire a fine gennaio in inverno e ad agosto-settembre durante la sessione estiva”.
IL COMMENTO
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