
Vitello, negli anni 2000, era stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa perché ritenuto legato al clan Fiandaca. Secondo quanto raccontato dalla vittima agli agenti della squadra mobile, coordinati dal sostituto procuratore Federico Manotti, l'uomo si sarebbe presentato nel locale una sera e aveva chiesto alla donna di servirle da bere. La proprietaria si era rifiutata dicendo che il bar era chiuso.
Vitello, che era entrato insieme a un uomo mentre una seconda persona era rimasta fuori, a quel punto ricorda alla donna che il furto che aveva subito qualche settimana prima era un messaggio per farle cedere l'attività e non un fatto occasionale. "Signora, deve vendere o vendere. Sappiamo che è sola". La donna, invece di vendere, denunciò tutto alla polizia. Il locale a gennaio ha subito un incendio e per quella vicenda è in corso una inchiesta in mano allo Sco, il Servizio centrale operativo, mentre per la tentata estorsione il pm Manotti ha chiuso le indagini.
IL COMMENTO
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