
Tutto esaurito in Piazza De Ferrari per il "Prima della prima", con merenda a base di canestrelli, pan dolce e cioccolata calda e fuochi d’artificio sulle note della marcia trionfale del II atto. Ma tutto esaurito anche a teatro. A incuriosire gli spettatori di certo sono state le scenografie multimediali realizzate dalla art director Monica Manganelli. "Con il regista, abbiamo voluto attribuire ad ogni atto un elemento naturale: fuoco acqua, aria e terra", spiega la Manganelli.
"Queste ambientazioni un po' futuristiche provengono dal mio background cinematografico". E l’Egitto che fa da sfondo all’opera di Verdi, è quindi un Egitto onirico e metafisico, con sfingi imperscrutabili, maestose piramidi e distese di sabbia.
"Da Avatar a Guerre Stellari e Pulp Fiction, c’è tutto dentro. Se l’è inventato Verdi a dimostrazione di quanto l’opera sia più viva che mai", racconta il maestro Battistoni. E c’è anche un po' di Cloud Atlas, film con Tom Hanks, per cui la stessa Manganelli ha realizzato alcuni scenari.
"Sempre attuale del resto è il conflitto tra lo stato e le ragioni dei propri sentimenti, la guerra tra popoli".
E non è facile per gli interpreti destreggiarsi con questo nuovo tipo di linguaggio, un incontro tra il cinema e il teatro, che vuole arricchire l'opera lirica senza nulla togliere alla tradizione. "Bisogna recitare per davvero", sorride Svetla Vassileva che veste i panni di Aida. "È importante dare consistenza al personaggio, in modo tale da riempire lo spazio del palcoscenico".
IL COMMENTO
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