
- Presidente, preoccupato per questa situazione che si è creata?
“Spero che questo momento difficile sia breve. Il commissariamento delle Bce non è una bella cosa però so che i motivi potevano essere anche giusti. Mi conforta il fatto di sapere che l’operatività dell’istituto prosegue normalmente erogando i finanziamenti di cui le nostre aziende hanno bisogno per i loro investimenti, per le loro ristrutturazioni. Insomma, non siamo proprio sereni ma guardiamo avanti con fiducia”.
- La Banca cosiddetta del territorio è un modello ancora vincente, visto quanto accaduto?
“Questo è un tema importate su cui discutere per quando riguarda tutto il tema bancario. Se ci riferiamo all’operatività di mille sportelli sul territorio allora non ne sono convinto, ma se parliamo di mettere in discussione il ruolo di una banca così storica per il territorio appunto allora è un altro caso. Credo che sia importante che una banca sia sempre al centro dello sviluppo locale, è un riferimento centrale inevitabile”.
- Si parla di aggregazione con una banca cosiddetta forte. E’ l’unica soluzione?
“Se ne parla da tanto tempo e non solo per quanto riguarda Carige. Commissariamento, il primo in Italia da parte della Bce, è un concetto che fa molto riflettere, ma dobbiamo ricordare da dove siamo partito quattro anni fa fino a questo punto. Di fusione se ne era già sentito dire anche da altri amministratori. Ora dobbiamo aspettare sviluppi e poi fare le valutazioni più opportune. Se Carige potrà avere ancora uno sviluppo sostenibile come è stato fino ad ora bene, altrimenti se ci sarà un’aggregazione non dovremmo essere particolarmente preoccupati”.
IL COMMENTO
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