
"Mi dispiace che la città porti le cicatrici di questa grande ferita, ma ad un anno dal crollo il pensiero va alle 43 vittime. Perché sono morte? Di chi è la colpa? Ancora non abbiamo risposta", sottolinea Ron con gli occhi lucidi.
"Di fronte a tutto questo, il problema del commercio passa in secondo piano". Via Fillak è stata una delle vie maggiormente colpite nei mesi successivi, oltre a trovarsi già in crisi in precedenza. "Ora con il bypass di via Porro il traffico è ripreso, ma comunque non dobbiamo dimenticare che abbiamo perso 600 famiglie in zona e che i clienti abituali hanno cambiato abitudine".
E le storie di chi ha dovuto chiudere bottega sono frequenti. Tra coloro che ancora resistono, anche grazie alla rete di solidarietà che si è creata nel quartiere, emergono i casi di chi aveva aperto una attività poco prima del crollo: "Io avevo aperto due mesi prima, in tanti non sanno nemmeno che io abbia il mio negozio qui perché non ci sono mai passati".
IL COMMENTO
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