
All’interno della sede della Croce Rossa, oltre alla sala adibita da unità di crisi, gli operatori possono usufruire di un punto ristoro e della foresteria. Un sistema, quello che parte da Genova, che prevede diversi poli in giro per l’Italia dai quali si diramano le varie sedi regionali. “Nelle grandi emergenze a livello nazionale ogni regione ha la sua sala operativa regionale, la Liguria è la prima che ha finito questo progetto”, racconta Roberto Antonini, responsabile sala operativa nazionale Croce Rossa. “Su questo – prosegue Antonini – cerchiamo con la formazione di portare anche tutte le altre regioni ad aprire le sale operative, come accaduto oggi in Liguria”.
Durante la tragedia di ponte Morandi la macchina organizzativa della Croce Rossa è entrata subito in azione e, dopo un primo intervento dalle sedi liguri e genovesi, sul posto hanno preso parte anche squadre da tutta l’Italia. “Dopo una prima fase di intervento, fondamentale, si sono susseguite tutte quelle azioni di coordinamento come il ‘soccorso ai soccorritori’, ai parenti, ai parenti delle vittime, agli sfollati, illustra il progetto Flavio Ronzi, segretario generale Croce Rossa Italia. “È stato un lavoro che è durato più giorni, oggi vogliamo aumentare capacità di coordinamento nelle emergenze, ma anche nelle fasi successive, come è accaduto con ponte Morandi, dove sono giunte su Genova tante squadre provenienti da tutta Italia”, chiosa Ronzi.
IL COMMENTO
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale