
Il servizio di archiviazione è affidato alla società genovese Esaote, che si è accorta del disservizio comunicandolo all'ospedale. Il San Martino e Esaote stanno comunque pienamente collaborando per approfondire al meglio la vicenda. Esaote segnala tra l'altro di gestire oltre 300mila esami all'anno per il San Martino e che il problema rilevato - non relativo a software, precisa - è emerso nell'ambito di test regolari che vengono effettuati per garantire la sicurezza dell'archivio.
Il direttore generale dell'ospedale Giovanni Ucci ha affermato: "Abbiamo proceduto alla segnalazione del data breach al Garante per la protezione dei dati personali. Nella segnalazione abbiamo evidenziato che per il momento nessun paziente è stato richiamato e che i clinici stanno valutando caso per caso, se vi sia l’effettiva necessità di ripetere l’esame. Le immagini di tutti gli esami erano state ampiamente studiate nei dettagli dai professionisti. E per ognuno di questi casi vi confermo essere disponibili i referti, come già trasmesso. Inoltre per 78 di questi casi le immagini erano state consegnate ai pazienti su cd. La probabilità dunque che sia necessario richiamare qualche paziente è bassa e limitata a casi particolari. Ad ogni modo attendiamo ulteriori valutazioni dei nostri professionisti."
IL COMMENTO
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