
La decisione di Fiorentino è stata formalizzata l'altro ieri, in coincidenza cronologica con l'udienza preliminare al tribunale di Roma per il caso Obiang, sfociata in un nuovo rinvio al 26 giugno per Ferrero e la richiesta di abbreviato per gli altri indagati, quasi tutti componenti del predecente CdA, che era stato sostituito da quello che adesso le dimissioni di Fiorentino fanno a sua volta decadere in automatico.
Fiorentino era entrato in CdA il 28 dicembre 2018 insieme con due avvocati romani, lo storico braccio destro di Ferrero Antonio Romei e il penalista Gianluca Tognozzi, i due genovesi Adolfo Praga e Paolo Repetto, commercialista e medico, e Giovanni Invernizzi capo del settore giovanile. Il CdA nominato poco più di un anno fa aveva sostituito appunto quello composto da Vanessa e Giorgio Ferrero, figlia e nipote del presidente Massimo, e da Andrea Diamanti, tutti coinvolti nel già citato caso Obiang.
Nei prossimi 20 giorni sarà quindi convocata un'altra assemblea degli azionisti (ancora Vanessa Ferrero e il cugino Giorgio per la quasi totalità dell'azionariato), che dovrà nominare un nuovo consiglio di amministrazione. Dal profilo dei nuovi dirigenti si potrebbe capire quanto sia concreta la disponibilità a cedere la società, o se Ferrero non decida piuttosto di consolidarsi a Corte Lambruschini con un gruppo di collaboratori di provatissima fiducia.
IL COMMENTO
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