
La triangolazione è continua tra Palazzo Chigi, via Allegri a Roma (sede della Figc) e via Rosellini a Milano (sede della Lega di Serie A), per definire un criterio di compliazione della classifica finale. Ci sono due teorie contrapposte: la prima prevede di far disputare comunque un numero minimo essenziale di partite, la seconda si fonda sullo stop definitivo.
Nel primo caso, Juventus e Lazio potrebbero essere chiamate a disputare uno spareggio scudetto: ipotesi cara naturalmente a Lotito, sempre più uomo forte del calcio italiano. Quanto alla lotta salvezza, le ultime quattro della classifica sarebbero chiamata a un minitorneo con gare secche e finale, tutte in campo neutro: Genoa-Brescia e Lecce-Spal sarebbero le semifinali.
Ma la scelta della Francia sembra andare verso il congelamento totale e allora, in base alle partite fin qui disputate, i verdetti sarebbero: scudetto non assegnato (la Juve non lo vuole a tavolino), Lazio, Inter e Atalanta con i bianconeri in Champions. Roma e Napoli in Europa League con il Verona settimo classificato. Retrocesse Brescia e Spal con il Lecce. I salentini hanno gli stessi punti del Genoa, ma la mancata disputa della partita di ritorno a Marassi (all'andata a Lecce era finita 2-2) impedirebbe di applicare il criterio degli scontri diretti, che lo scorso anno aveva salvato il Genoa a spese dell'Empoli. Si ricorrerebbe allora al criterio suppletivo della differenza reti generale, che premia il Genoa (meno 16) rispetto ai giallorossi (meno 22).
L'impressione è che comunque si andrà incontro a una lunga estate di ricorsi, da parte delle società punite dai criteri emergenziali che verranno adottati.
IL COMMENTO
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