
Una misura che ha fatto scatenare non poche polemiche, sulla tempistica e sulle modalità scelte. Anche i sindaci liguri hanno preso posizione sul caso (LEGGI QUI). Su tutti si evidenzia il problema per i tanti locali delle riviere di Ponente e Levante che subiranno le conseguenza della misura.
“E' un problema che è nato male e non era chiarissimo già in partenza come tutte le cose nella gestione del virus – spiega ancora Odone -. si è fatto il possibile per cercare di aprire, quello che sta venendo fuori si è visto che l'età dei ricoverati e infettati è scesa e vuol dire che stare senza mascherina nelle discoteche e nelle spiagge e così è scattata la psicosi da parte del Governo che teme che in autunno riparta il virus. Il provvedimento possiamo anche capirlo, il Governo ha promesso dei ristori e l'importante è che ci sia una velocità negli interventi e nell'erogazione dei supporti” spiega Odone.
A soffrire tutto il settore turismo che in Liguria ha dovuto fare i conti anche con i dannio causati dal caos autostrade che ha spinto molti a preferire altre mete piuttosto che restare ore bloccati in mezzo alle code, dentro le gallerie e ad affrontare continui scambi di carreggiata e restringimenti: “Nel turismo ci sono dati preoccupanti perchè americani e asiatici non vengono in Italia e nei negozi si registrano sei miliardi in meno di incassi. Il disservizio autostradale ha, secondo quanto detto dall’Aquario di Genova, un -25%. Un numero incredibile. Indubbiamente penso che forse si è sistemato la questione epidemiologica ma quella economica potrebbe esplodere a settembre e ci fa paura” commenta ancora Odone.
IL COMMENTO
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