
E' stato scoperto che con la presentazione di documentazione non veritiera, sono stati elusi i controlli doganali per altre 11 spedizioni similari nel corso degli ultimi tre anni. In particolare i carichi di merce non erano costituiti da quanto dichiarato - fili di rame o candele per accensione di motori a scoppio - ma da inneschi elettrici, dotati di minima carica esplosiva, per fuochi di artificio, utilizzati in ambito professionale e destinati a una società che opera nello specifico settore. Ciascuna spedizione era costituita da circa 100mila inneschi.
La pericolosità della frode è da individuare sia nel danno al bilancio dell'Ue per i maggiori diritti doganali evasi, oltre 15mila euro, dovuti sulla merce dichiarata correttamente, sia dal correlato maggior rischio potenziale legato alla particolare natura del prodotto, non potendo essere state adottate durante il trasporto marittimo le precauzioni previste per gli inneschi. Le indagini si sono concluse con la denuncia di contrabbando aggravato e di falso. La società importatrice, alla contestazione delle violazioni, ha provveduto a versare immediatamente i maggiori diritti dovuti.
IL COMMENTO
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