
In collegamento con Stadio Sprint, su Rai Due, Ferrero aveva parlato delle dimissioni di Massimo Moratti da presidente onorario dell'Inter: "Io penso che Moratti sia un grande uomo, ho avuto modo di conoscerlo al telefono, mi sembra ingiusto che sia stato trattato così. Io gliel'ho detto a Moratti, caccia via quel filippino..che l'ha preso a fa'..". Il riferimento era a Erick Thohir, dallo studio il conduttore Enrico Varriale gli faceva notare che Thohir era indonesiano. A quel punto Ferrero aggiungeva: "Scusa che vieni dall'Indonesia a insultare un emblema del calcio italiano... Se ero Moratti io gli avevo dato due pizzicotti sulle orecchie".
La frittata era fatta, non bastavano le immediate scuse pubblicate sul sito ufficiale della Samp ("Non volevo mancare di rispetto al signor Thohir, ai dirigenti dell'Inter e alla gente delle Filippine alla quale da sempre mi legano rapporti bellissimi") per evitare l'apertura di un procedimento disciplinare, chiuso con 3 mesi di inibizione e un'ammenda di 10mila euro.
Tanto più che il giorno dopo la gaffe, alla trasmissione radiofonica “Te la do io Tokyo”, il Viperetta aveva tirato in mezzo un altro presidente, stavolta italiano: “La mia era solo una battuta, che è stata strumentalizzata. Agnelli ha detto ben di peggio, ma nessuno gli ha mai fatto nulla, perché ha i giornali”.
Adesso tocca a Zhang. E soprattutto a chiunque cerchi di capire perché un cinese, se non vince, dovrebbe "diventare giapponese".
IL COMMENTO
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