
Ho sentito parole di disperazione, ho letto nei volti il disorientamento per quello che stava accadendo, disorientamento che ha accomunato tutti, dal più colto a chi meno conosce. All'inizio, parlo di marzo, ero scettica sull'uso delle mascherine, peraltro introvabili, le consideravo da sfigati e avrei giurato di non indossarle mai. Il professor Bassetti diceva "si usino a Carnevale", erano altri tempi, oggi paiono millenni. E invece eccoci qua a solo un anno di distranza, con le vittime, prima di tutto, quelle vere.
Ma ci sono anche tante "vittime figurate", quelle che hanno perso il lavoro, come le palestre, le piscine, le discoteche che ogni mese scivolano in previsioni di riaperture che poi si rivelano false, perchè il virus muta e non dà ancora tregua. Ci sono poi le categorie "a singhiozzo" come ristoratori e baristi, che vivono attaccate ai colori giallo, arancione normale o scuro, rosso. Oggi aperti, domani chissà, perchè "la volta scorsa la Liguria era diventata gialla di domenica ma quella dopo di lunedì e senza un perché". Ci voleva il genio di Draghi per dire che si cambierà colore sempre lo stesso giorno? Belandi è proprio bravo...
Ci sono i controsensi, oggi, con fasce arancioni in cui se fai due passi in più fuori dal tuo Comune ti becchi una bella multa mentre i milanesi possono venire dalla Lombardia, i piemontesi dal Piemonte e così via, perchè hanno la fortuna di avere una seconda casa al mare "uhé ciumbia". E almeno loro muovono un po' l'economia delle povere cittadine rivierasche che da sempre hanno vissuto sul turismo.
Ogni tanto provo ad estraniarmi dal contesto e ci guardo, noi persone, in giro con le mascherine, le bocche piene di "ah ciao, scusa non ti avevo riconosicuto con la mascherina e poi mi si appannano gli occhiali e non vedo nulla". Bar da asporto, ristoratori (pochi, purtroppo, perchè non c'è mercato) con sacchetti da recapitare pieni di cibo, gente che prova come mai il piacere di farsi due chiacchiere con gli altri perchè ha assaporato il gusto cattivo della solitudine.
I miei bambini, e tutti i bambini credo, gite saltate a scuola nell'età più bella, sport sospesi, contatti assenti, ogni tanto mi chiedono se finirà mai. Mio figlio pensa che stia iniziando l'estinzione della razza umana. Lo rassicuro, gli dico che tutto passerà perchè tutto è sempre passato, anche le cose peggiori. Solo che oggi le nostre vite sono diventate fluide, con meno libertà. E' come camminare su una pedana a molle che si sposta pure sulle ruote, con l'equilibrio che ti manca. Le certezze quotidiane, grandi come le vita o piccole come un caffè, non ci sono più. Ma passerà.
IL COMMENTO
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