
Qualche mese fa un caso di discriminazione accadeva invece proprio a Genova. La storia è quella di Camilla Cannoni che ha subito atti vandalici da parte dei vicini di casa “perché sono lesbica. All’inizio non venivo presa di mira per questo, c’erano solo delle divergenze e dei dissapori. Poi è stata un’escalation fino a che una mattina non mi sono ritrovata le quattro gomme dell’auto bucate e uno specchietto divelto”, racconta a Primocanale nella trasmissione Liguria 2021. “Ho pubblicato un video che è subito diventato virale, ad oggi conta più di un milione di visualizzazioni. Fortunatamente la denuncia e l’intervento delle forze dell’ordine è bastato per stemperare gli animi, ma questi fenomeni d’odio accadono tutti i giorni”. Camilla su Tik Tok chiede una legge contro l'omofobia, parla di ddl Zan e sostiene nei suoi video con orgoglio i diritti Lgbtq+.
Ma la Lega, è ferma sulle sue posizioni. A chiarirle è stato Stefano Mai, consigliere regionale della Lega: “Non crediamo che sia da punire più duramente l'autore di un gesto discriminatorio o di violenza se la vittima è un disabile, un anziano, un omosessuale rispetto ad una persona qualsiasi. Noi siamo per ampliare la normativa a tutela dei più deboli per colpire ancora più duramente gli autori di questi gesti. Bisogna combattere la grande ignoranza dilagante, che c’è, con azioni di formazione e al tempo stesso implementare la sicurezza nelle città, con la videosorveglianza e azioni concrete per evitare qualsiasi tipo di atto denigratorio”.
Nel dibattito all’interno degli studi di Terrazza Colombo, si inserisce anche il Pd. Proprio a inizio febbraio era stata presentata una mozione in Consiglio regionale a sostegno del disegno di legge, respinta con 18 voti contrari. Il consigliere regionale Armando Sanna in poche parole ha ribattuto: “Corriamo ad approvare questa legge. È vero che dobbiamo essere presenti anche nelle scuole su questi temi, è grave che oggi siamo ancora a discutere su cosa bisognerebbe fare. Ancora una volta i tempi della politica portano le persone a non credere in noi e a non denunciare. Non possiamo ancora oggi dire ‘cosa dovevamo fare’”.
IL COMMENTO
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