Cronaca

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Sono 40mila le badanti straniere clandestine in Liguria. E la famosa sanatoria si rivela un flop: solo 7mila, infatti, le richieste agli sportelli dei sindacati per regolarizzare colf e badanti straniere in Liguria; 90mila in totale, e la metà è priva di permesso di soggiorno e di un contratto di lavoro. “Per evitare di pagare i contributi molti datori di lavoro assumono con contratti part time, ma in realtà queste colf lavorano anche sessanta ore alla settimana”, spiega Marjorie Burgos, di Filcams Genova e vice presidente del Comitato Donne Effat. Sono i dati preoccupanti emersi dal primo convegno, a Genova, su colf e assistenti familiari, organizzato dalla Cgil. Storie di sfruttamenti, come racconta Maddalena Burgos, ecuadoriana, da 13 anni e mezzo a Genova, una laurea in economia aziendale in Ecuador e una in economia e commercio a Genova che sta per conseguire. Una figlia, una nipotina, un divorzio, tanti lavori alle spalle, tra cui quello di collaboratrice domestica e badante. “Restavo chiusa in casa 24 ore su 24, sette giorni su sette, niente ferie, né un contratto, nessuna liquidazione – racconta – Avevo solo tre ore libere il giovedì pomeriggio che utilizzavo per studiare. E venivo pagata 900 euro al mese”. Conseguita la laurea Maddalena lavorerà come commercialista. Intanto attende un posto di lavoro come consulente assicurativa e gestisce un’associazione per dare opportunità ai giovani e alle ragazze madri. Genova, intanto, resta la città con il maggiorn numero di anziani soli. E il Comune intende censire il dato di domanda e offerta. In modo da creare una struttura di appoggio, una sorta di agenzia, per garantire pari dignità e un servizio affidabile e continuato, come ha spiegato Roberta Papi, assessore comunale alle politiche sociali. (Anna Chieregato)