Cronaca

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"Deve guidarci più che mai, anche in queste celebrazioni, un forte spirito unitario": lo ha detto Giorgio Napolitano, concludendo il discorso di Genova per i 150 anni dell'Unità d'Italia. "Esse non possono essere rivolte in polemica - ha aggiunto Napolitano - con nessuna parte politica, né formare oggetto di polemica pregiudiziale da parte di nessuna parte politica. C'é spazio per tutti i punti di vista e per tutti i contributi. Onoriamo così i patrioti, gli eroi e i caduti dei Mille, che salparono da Genova in questo giorno 5 di maggio di 150 anni orsono". Il capo dello Stato ha preso la parola nell'hangar della portaerei Garibaldi, attraccata alla stazione marittima. Al suo fianco, i presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Gianfranco Fini, e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, insieme ai vertici delle forze armate e delle istituzioni locali. Tra gli esponenti politici, il segretario dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "Non è solo per ragioni di cronologia storica che le celebrazioni per il 150esimo dell'Unità d'Italia partono dalla spiaggia e dallo scoglio di Quarto, a Genova" ha detto Napolitano. Nel suo discorso ha chiesto di "recuperare motivi di fierezza e di orgoglio nazionale, perché ne abbiamo bisogno. Ci è necessaria questa più matura consapevolezza storica comune anche per affrontare con la necessaria fiducia le sfide che ci attendono e già mettono alla prova il nostro Paese. Ci è necessaria - ha detto - per tenere con dignità il nostro posto in un mondo che è cambiato e che cambia". "Non è retorica fare appello all'orgoglio nazionale", ha detto il Capo dello Stato. "Far rivivere nella memoria e nella coscienza del Paese le ragioni di quell'unità e indivisibilità con cui nacque l'Italia - ha detto il Presidente - serve a offrire una fonte di coesione sociale come base essenziale di ogni avanzamento, tanto del Nord quanto del Sud, in un sempre più arduo contesto mondiale". "Celebrando il 150esimo dell'Unità d'Italia guardiamo avanti, traendo dalle nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quello che c'é da rinnovare nella società e nello Stato" ha aggiunto Napolitano.