Cronaca

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"Questo processo è iniziato in maniera orribile perché mi hanno detto che mio padre è mancato. E' terribile e di questo devo ringraziare solo una persona": è quanto ha detto Giovanni Antonio Rasero alla fine della prima udienza del processo in cui è accusato di aver ucciso il piccolo Alessandro, mentre abbandonava l'aula. "Poi, vedere persone che fanno scoop sui propri figli è una cosa terribile - ha aggiunto -. Ma questo giudice mi dà fiducia". La prossima udienza è l'11 di ottobre. Questa mattina, in Corte d’Assise, a Genova, la mamma del bambino del bambino, Katerina Mathas (26 anni) ha cercato senza successo di costituirsi parte civile: la sua richiesta è stata respinta. Il giudice Massimo Cusatti ha fatto capire che la Mathas, indagata per abbandono di minore con conseguente morte, deve prima uscire pulita dal processo che la riguarda, dunque dimostrando di essere una buona madre, e poi potrà chiedere i danni al responsabile della morte di suo figlio. La Mathas oggi non era presente in autla ma alle 11 è arrivata davanti palazzo di giustizia: "Sono venuta qui perché non riesco a stare a casa, continuo a vedere i telegiornali e mi sembra di impazzire. Ma non voglio entrare in aula, perché non voglio vedere Antonio», ha detto. "Non dormo da tre notti, ho paura di essere fraintesa - ha spiegato la Mathas - Da questo processo ormai non mi aspetto nulla di buono. Voglio solo che le cose vengano fuori per come sono accadute". La ragazza ha poi raccontato che la tomba di Alessandro è stata profanata più di una volta: "Hanno rubato i peluche e lasciato biglietti di minacce e deliranti. Volevo portare i suoi giochi preferiti, ma dopo questi fatti ho preferito evitare. Nessuno mi chiede mai di Alessandro e com’è la mia vita". Katerina Mathas ha ripreso a studiare per laurearsi in Biologia: le mancano ormai cinque esami più la tesi per la laurea.