Dati i precedenti non stupisce la gioia di Euro Bruno, il padre di Tomaso, nel dichiarare che "Questa mattina in aula c'erano tutti: il giudice, i testimoni, gli avvocati e anche i ragazzi. Sono in stretto contatto con i miei legali, se qualcosa fosse andato storto, credo che mi avrebbero avvertito immediatamente". Tomaso e Elisabetta, accusati di aver ucciso, nel febbraio scorso, in una stanza di albergo a Varanasi, il compagno di viaggio Francesco Montis, sono da mesi in attesa di giudizio da parte delle autorità indiane, un processo rinviato per le più svariate motivazioni, dalle feste religiose ai problemi personali di giudici e testimoni, per non parlare di alluvioni e altre calamità. "L'unica cosa che in questo momento ci rassicura è il provvedimento della Corte Suprema indiana, - ha continuato il padre del ragazzo di Albenga - che ha imposto al giudice di concludere il processo entro il prossimo gennaio, fattore questo che alimenta in noi ogni speranza per poter dire nel più breve tempo possibile la parola fine a questa assurda vicenda giudiziaria”.
IL COMMENTO
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