Cronaca

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La palude si muove. La candidatura del professor Marco Doria alle primarie allargate del centro sinistra, al di là delle prospettive di successo, ha un effetto vivificante in una stagnante situazione politica che gira come una vite su nomi, dispetti, sondaggi abbastanza ridicoli, in attesa di un messia che tolga al Pd le castagne dal fuoco. Doria ha un cognome che è una garanzia e una indipendenza provata da quello che ha fatto. Potrebbe essere una replica di Giuliano Pisapia a Milano? Non è da escludere: appartiene come Pisapia a una grande famiglia di professionisti, non ha atteggiamenti estremistici e può piacere ai moderati illuminati, ha una netta collocazione a sinistra senza se o senza ma. Ma Genova non è Milano e il Pd ex Pci genovese non è lo stesso di quello milanese. Genova ha una tradizione comunista di fedeltà al partito nonostante tutto quello che viene fatto ancora per scardinarlo. Se il Pd ex Pci dice, molti accettano anche controvoglia quello che ha deciso. Quindi le repliche pari-pari mi sembrano azzardate e rischiose. Limitiamoci, per ora, a osservare che sta succedendo qualcosa e qualcosa di interessante, almeno sul piano del dibattitto politico-culturale, e sulla prospettiva, davvero augurabile, di un confronto alto, su temi strategici per Genova e non limitato a questioni caratteriali che in realtà nascondono piccoli interessi di piccoli poteri cittadini che non vogliono perdere il potere.