Da quando venne ristrutturato - tra il 1987 e il 1989 – per renderlo idoneo ad ospitare gli incontri del Mondiale di calcio del '90 organizzato in Italia, il manto erboso dello stadio Luigi Ferraris non è stato più lo stesso. Prima era un tappeto verde che tutta Italia ci invidiava con la caratteristica conformazione a dorso d'asino (una lieve pendenza sulle parti laterali) che favoriva lo scivolamento dell'acqua in caso di forti precipitazioni che in questo modo non influivano così più di tanto sul normale scorrimento della palla. Dopo, complice forse la copertura che impedisce la totale esposizione ai raggi solari, il terreno ha dato molti problemi diventando spesso impraticabile e necessitando di frequenti rizollature se non di veri e propri rifacimenti totali. Nel servizio vediamo uno di questi interventi, avvenuto nel 2006.
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IL COMMENTO
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