
Attualmente infatti sui treni a lunga percorrenza la capienza massima consentita è del 50% dei posti a sedere. E gli stessi pendolari devono prenotarsi quotidianamente prima di prendere il treno per poter accedere (se trovano un posto disponibile). E’ un sistema che sta mandando in tilt il sistema, con intercity semi-vuoti, e passeggeri costretti spesso a virare sui regionali, dove peraltro permane il limite (teorico) dell’80% di capienza, e dove molto spesso si creano grandi assembramenti.
“Trenitalia a livello nazionale e il Ministero – attacca Berrino - non riescono a dare l’ok per portare almeno l’80% dei passeggeri su ‘Frecce’ e ‘Intercity’. Sui regionali comunque non possiamo andare l’80% e questo ci toglie una capacità di carico. E sommata ai treni a lunga percorrenza che caricano solo il 50% determinano su alcuni convogli, specie nel weekend, un sovraccarico”.
La Regione ricorda di aver più volte posto il problema a Roma, per ora senza risposta: “Più che segnalare il problema da gennaio, quando avevamo detto che con l’apertura delle regioni si sarebbe creata questa situazione, non possiamo fare. Ma nessuno ci è stato a sentire. Siamo l’unica nazione al mondo in cui è stato prima inserito il limite delle restrizioni, poi non è stato mai tolto. Non capisco perché si è deciso di penalizzare così il trasporto pubblico.”
IL COMMENTO
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