cronaca

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"Prima della vendita delle aree pensiamo all’occupazione. Il rischio è quello di conseguenze sociali enormi". Bruno Manganaro, segretario della Fiom-Cgil Genova, mette in guardia il governo e le istituzioni locali sulla questione Ilva.

Mentre nei giorni scorsi si discuteva la possibile vendita di 100 mila metri quadri di terreno appartenenti all’acciaieria, secondo il sindacalista genovese si è trascurata l’emergenza occupazionale dello stabilimento di Cornigliano. Una fabbrica che su 1740 lavoratori ne ha 1450 in contratto di solidarietà fino al 29 settembre

"Le strade sono due - ripete Manganaro - o il governo fa un decreto con il quale rinnova i contratti di solidarietà, oppure partono gli investimenti per la banda stagnata. Per questa seconda possibilità, però, servono subito 150 milioni di euro. E visto che l’azienda è commissariata, non credo che i Riva ce li vogliamo mettere".

Sulla questione della banda stagnata, Manganaro attacca  il collegio di vigilanza composto da Regione, Comune, Provincia e Prefetto che, in base all’accordo di programma del 2005, avrebbe dovuto verificare che questi investimenti partissero davvero.
"L’accordo prevede la continuità lavorativa e salariale dei lavoratori - precisa il segretario della Fiom - dieci anni fa abbiamo fatto un patto, ci siamo presi un impegno davanti alla città. Avremmo chiuso la fusione a caldo ma non avremmo lasciato per strada nessuno".