
Rossi, che è intervenuto in Commissione Vigilanza durante l’audizione della Presidente della Rai Tarantola prosegue: "L'iter e' molto complesso e deve prevedere una gara ad evidenza pubblica europea. Occorre definire esattamente i requisiti di partecipazione, quali servizi pubblici saranno messi a bando. L’obiettivo deve essere quello di individuare il soggetto o i soggetti che meglio sappiano offrire il miglior servizio al costo inferiore, nell’esclusivo interesse dei cittadini. La mia ricetta per la Rai e per il servizio pubblico nel nostro Paese è questa: massimo 3 canali senza pubblicità; massimo 2 frequenze per Rai e un'unica redazione con tre sottoredazioni internazionale, nazionale e regionale".
"Tale proposta - ha concluso Rossi - mira ad arrivare, considerando anche l'utilizzo degli ammortizzatori sociali e la fondamentale tutela dei diritti di tutti i dipendenti Rai, a un'azienda competitiva con gli altri soggetti sul mercato".
Intanto, nel suo intervento in Commissione, la Presidente Tarantola ha sottolineato come “per un cambiamento radicale è necessario intervenire sulla missione, sulla governance, sul canone; questo non è alla portata della Rai, che è comunque pronta a collaborare. Il preannunciato anticipo dei lavori per il rinnovo della convenzione è positivo. Non posso sottacere - ha proseguito - che il processo di cambiamento è faticoso anche a motivo dell'attuale governance; come ho avuto modo di osservare in una mia precedente audizione, la presenza di interessi meta-aziendali non aiuta".
Sul fronte dello sciopero, intanto mentre Cgil e Uil vanno avanti per la loro strada e confermano l’astensione per l’11 giugno, la Cisl si smarca: "La decisione del Garante è l'occasione per riflettere sull'opportunità di bloccare la Rai con uno sciopero - afferma il segretario Raffaele Bonanni -. Non dobbiamo trasformare questa vertenza in un inutile braccio di ferro dal sapore politico con il governo".
IL COMMENTO
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