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La Regione: "No alle gare". Gli operatori aprono: "Tutelare gli investimenti fatti"
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Ora anche gli operatori balneari ammettono che l'assegnazione delle spiagge nel demanio pubblico senza una gara è difficile da accettare per l'opinione pubblica.

Nel dibattito a "Cinque" su Primocanale alcuni rappresentanti dei sindacati dei balneari chiedono però alcune garanzie: "Dipende da come vengono gestite le gare - afferma l'imperiese Gianmarco Oneglio - intanto vanno riconosciuti gli investimenti fatti".

"Noi abbiamo bisogno di chiarezza, con assoluta trasparenza, senza nasconderci dietro a un dito. Basta con le proroghe di tre anni in tre anni. Così non si può gestire un'impresa. Serve una norma chiara e definitiva" aggiunge Enrico Schiappapietra.

La Regione Liguria va oltre. E spinge per nuove e ulteriori proroghe, ma di lunga durata: "Non vogliamo le gare. Chiediamo che si facciano proroghe per almeno 30 anni. Non voglio regalare le nostre spiagge a grandi gruppi che arrivano dalla Germania o da altri paesi". Una posizione che però aprirebbe il varco a nuove sanzioni dell'Europa, legate alla mancanza di trasparenza.

La posizione di Scajola subisce critiche: Paolo Pezzana, sindaco di Sori, PD: "Non si deve avere paura delle gare, nemmeno delle multinazionali. L'Italia, quando mette in gioco la sua creatività, può vincere".

"E' una questione di trasparenza - gli fa eco l'ambientalista spezzino Carlo Ruocco - Altrimenti con quali criteri verrebbero assegnati gli spazi sul demanio pubblico?".

Alice Salvatore, del Movimento 5 Stelle, concorda con Scajola sulle critiche alla Bolkestein che definisce "Una direttiva spaventosa", ma sulle gare per le concessioni nel demanio pubblico attacca: "Da che mondo e mondo si devono fare, per il principio della trasparenza".