
Il gruppo di circa 120 migranti aveva lasciato intorno alle 10.30 il cortile della parrocchia di San Nicola a Ventimiglia, dove da lunedì avevano trovato ospitalità in quell’area grazie all’intervento del vescovo di Ventimiglia, monsignor Antonio Suetta. Gli addetti della Caritas hanno portato il consueto pacchetto alimentare, ma i migranti hanno rifiutato il cibo in segno di protesta. A mediare sono state anche le forze dell'ordine, che hanno tentato di evitare gli scontri.
Da Genova era arrivato a dar manforte anche un battaglione dei Carabinieri. Sul posto è giunto anche il sindaco Enrico Ioculano, che negli scorsi giorni aveva ordinato lo sgombro della tendopoli, dopo essersi auto sospeso dal Pd in segno di protesta verso l'assenza di appoggio dal Governo.
In testa al corteo uno striscione che ricordava le 700 vittime di questi giorni in mare. “Se Dio vorrà questa sera dormirò in Francia”, aveva spiegato uno dei migranti ai microfoni di Primocanale. Obiettivo appunto raggiungere la Francia, ma per stavolta il tentativo non è andato a buon fine.
La decisione di lasciare la parrocchia era stata presa nella serata di ieri dopo l’ atto vandalico avvenuto ai danni di un mezzo della Croce Rossa, una Fiat Panda posteggiata di fronte alla sede di via Dante, sul quale è stato scaricato un estintore che sarebbe stato prelevato dal salone della parrocchia. E proprio per questa ragione sono stati portati al commissariato quattordici ‘No Borders’, per undici di loro altrettanti fogli di via per tre anni da Ventimiglia.
IL COMMENTO
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