
"L'entusiasmo del boom economico, l'attitudine all'interdisciplinarità, la scelta di ascoltare capomastri come grandi architetti sono stati gli inizi della bottega rinascimentale di Piano, che divenne famoso solo con la mostra monografica alla Biennale di Milano nel 2007 - ha detto Carmen Adriani, del dipartimento di architettura e design dell'Università di Genova, oggi alla presentazione del libro a Palazzo Ducale -. Fino ad allora era visto come un tecnologo".
Fulvio Irace del Politecnico di Milano ha sottolineato come Piano sia "stato un clerico vagante medievale che ha seguito le sue stelle in giro per il mondo" e abbia "passato tre quarti della sua vita nell'ombra per entrare poi nella mitologia".
Infine il presidente della Fondazione Ordine architetti di Genova, Benedetto Besio, ha detto che "il libro sfata la leggenda che tre giovani (Piano, Franchini e Rogers) vinsero il concorso del nuovo edificio per la cultura francese: non erano sprovveduti che nascevano dal nulla".
Alla presentazione erano presenti anche la presidente della Fondazione Renzo Piano e figlia dell'architetto, Lia Piano, L'autore del volume ha concluso affermando che "Piano era un giovane che aveva le idee chiare sugli assi portanti della futura architettura, fatta di rapporti con l'ingegneria, flessibilità, copertura e integrazione tra la tecnica e l'architettura".
IL COMMENTO
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