
Ma il Comune e la Municipale stavolta non dichiarano guerre: no alla linea dura e niente multe a raffica in collina. "Teniamo presente che parliamo di quartieri costruiti quando le macchine non erano così tante. In quelle zone non ci sono alternative, non ci sono parcheggi né vicini né lontani", spiega il presidente del Municipio Centro Est, Andrea Carratù. Nelle zone molto abitate e prive di adeguate zone di sosta, quindi, si continuerà a chiudere un occhio per non vessare gli abitanti.
Solo che qui è in gioco la vita delle persone. E allora una prima soluzione sarebbe una sorta di 'staffetta'. Spiega Carratù: "Le pubbliche assistenze si potrebbero dotare, ovviamente non a spese loro, di mezzi più piccoli, come i Porter. È vero che non garantiscono l'assistenza completa, ma magari possono agire in collegamento con un'ambulanza più grande sui percorsi non accessibili". Un metodo che però complicherebbe la vita ai volontari (più mezzi, più autisti e la perdita di tempo nel trasbordo) e non potrebbe essere applicato, ad esempio, alle autoscale dei pompieri.
Come uscirne? "Dobbiamo sanzionare e perseguire coloro che intralciano la circolazione, e tollerare, specie di notte, le auto in divieto che non danno fastidio. Questo, ovviamente, vale solo per le zone dove il problema dei parcheggi è davvero critico", spiega l'assessore alla sicurezza Stefano Garassino. Nei prossimi giorni Tursi lavorerà, insieme al comando dei vigili, a una mappatura delle strade più colpite dal fenomeno. Poi partiranno i controlli e scatteranno le multe 'mirate'.
Intuile dire che usare la testa è l'azione preventiva più efficace. "Preghiamo i genovesi di adottare le buone pratiche di cittadinanza, che sono il provvedimento più immediato - è l'appello di Guido Bragoni, vice presidente della Croce Blu di Castelletto - quando posteggiamo pensiamo: da qua dovrà transitare mezzo di soccorso, ci passa o trova un ostacolo? Questo è senza dubbio il metodo più funzionale".
IL COMMENTO
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale