
E poi code a lunghezza variabile, di rado sotto i 3 chilometri, sull’autostrada A12, tra Genova Est e Nervi, a causa del solito cantiere fantasma che ha mandato di traverso i pranzi di Natale e Santo Stefano a migliaia di automobilisti.
Situazioni ormai ordinarie sulle autostrade della Liguria, regione intrappolata da inefficienze impensabili a qualunque altra latitudine: se in macchina ci fosse Bill Foster, il celebre protagonista di “Un giorno di ordinaria follia”, se ne vedrebbero di tutti i colori.
Per fortuna i liguri stanno mostrando, di fronte alla cattiveria di un sistema che non funziona e che si accanisce sui cittadini e sull’economia locale, una straordinaria resilienza. Senza autostrade, con le provinciali e le statali funestate dalle frane, con la ferrovia chiusa tra Voltri e Sestri Ponente, ai genovesi resta solo il mugugno. Che forse mai come in questi giorni rappresenta una formidabile valvola di sfogo.
Ma la situazione, sfuggita ormai a ogni controllo, deve essere risolta in tempi brevissimi: Autostrade, con il solito comunicato mellifluo, si rende disponibile ad “attivare tutte le opportune azioni e interventi a favore degli utenti nel caso in cui i cantieri presenti sulle tratte liguri generino un impatto particolarmente rilevante e prolungato sulle condizioni di traffico”. Una supercazzola degna del miglior Conte Mascetti: cosa deve ancora succedere per considerare ‘rilevante’ questo disastro?
Lunedì l’amministratore delegato di Aspi Roberto Tomasi sarà a Genova per discutere della situazione con Toti e Bucci: la speranza è che si arrivi in prima battuta alla sospensione dei pedaggi sulle tratte più colpite e, il prima possibile, alla normalizzazione del traffico, con il completamento in tempi rapidissimi dei lavori e la chiusura dei cantieri.
IL COMMENTO
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